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09 Giugno 2012
"I gelati Grom? Il nostro successo è il coraggio di sognare" di Camilla Bianchi

L'Eco di Bergamo


Camilla Bianchi: "Un libro che sembra il racconto di una bella favola, invece è tutto vero, dati alla mano".

Guido: "Io e Federico non volevamo fare un spot d'impresa, al contrario volevamo dire di avere avuto una fortuna pazzesca, quella di incontrarci. Abbiamo messo insieme le nostre diverse competenze e abbiamo vissuto un sogno. In un momento storico difficile, se veramente credi in te stesso e nelle tue passioni e hai il coraggio di sognare, ce la fai".

04 Giugno 2012
"Noi il gelato lo coltiviamo" di Andrea Tomasi

Gente



"Costigliole d'Asti, un castello che pare la Baviera, enormi distese di campi. Guido ci aspetta tra un filare di pesche e uno di pere, con lui l'inseparabile Federico. Che di cognome fa Grom, e qui l'interruttore si accende e l'acquolina prende la bocca. Grom, come le gelaterie che negli ultimi anni sono spuntate veloci come la fragole che, qualche metro più in là, si arrossano al sole. Grom, una delle poche realtà imprenditoriali italiane che in questi tempi balordi ha saputo imporsi a livello internazionale, 57 punti vendita che aumentano di una decina all'anno, 650 dipendenti al culmine dell'estate, democratiche code di bimbi, adulti e celebrità (vedi Sarah Jessica Parker, una vera Grom-addicted). [...] Grom. Storia di un'amicizia, come recita il titolo, e di un sogno acciuffato". 

29 Maggio 2012
Storia di due giovani gelatai torinesi alla conquista del mondo... di Chiara Prato

Tg2 - "Costume e società"


Federico: "Fin dal principio il nostro obiettivo era fare il miglior gelato del mondo. Siamo arrivati a Costigliole per fare le migliori materie prime del mondo, da trasformare nei nostri sorbetti..."

Guido: "... quindi diventa fondamentale sperimentare: coltivare varietà di pesche diverse, provare come vengono i sorbetti con quelle varietà e poi decidere quali piantare!"


Video intervista

(a partire da 3:50:00)

28 Maggio 2012
"Grom: sogno, passione, determinazione" di Alberto Vaccaro

GQ.com


"Nove anni dopo l'apertura della prima gelateria Grom, esce un libro su una storia imprenditoriale fuori dal comune raccontata dai due artefici. A uno di loro, Guido Martinetti, GQ ha chiesto che cosa serve per avere successo in tempi di crisi... "


Video intervista

25 Maggio 2012
"Ero un bamboccione" di Guido Martinetti

La Stampa


"Pochi anni fa ero un bamboccione. Un ragazzino molle che, al posto di vivere, si lascia vivere. Le mie prestazioni universitarie erano - diciamo così- modeste, e mi trascinavo tra diritto costituzionale e diritto privato, con il senso del dovere che non riusciva a prevalere sul senso della noia. Perché? Perché non facevo ciò che desideravo, ma quello che la mia famiglia considerava la «cosa giusta per me». Non lo era. 

Poi, la svolta. Mi iscrissi ad agraria, seguendo i miei veri desideri: fregandomene dei pensieri delle generazioni che precedevano la mia e, da sempre, consideravano un avvocato persona più degna di un gelataio. Seguii il mio cuore e la mia intuizione: come disse Steve Jobs ad Harvard, loro sapevano «dove davvero volevo andare». Tutto cambiò il giorno in cui lessi un articolo su La Stampa, nell'estate del 2002. Il visionario fondatore di Slow Food, Carlin Petrini, notava che non eistevano più gelati «fatti come una volta»: nel giro di poche settimane mettevo insieme l'illuminazione semplice e folgorante di Carlin, la mia fantasia e il pragmatismo di Federico Grom, mio futuro socio e amico fraterno. Stava nascendo Grom

Oggi ho la fortuna di lavorare con Fede e con più di 500 straordinarie persone. Durante la stesura del libro mi sono imbattuto in un annuncio di lavoro strampalato. Nel gennaio 1914, un esploratore - quindi, un sognatore - scriveva sul «The New York Times»: «Cerchiamo uomini per spedizioni all'avventura. Bassa Paga. Freddo estremo. Lunghi mesi di oscurità totale. Pericolo costante. Ritorno a casa non assicurato. Onori e riconoscimenti in caso di successo». Pochi mesi dopo Ernest Shackleton fu il primo uomo ad attraversare l'Antartide, senza perdere un solo membro del suo equipaggio. Aveva coronato il suo sogno e quello dei suoi compagni. Forse, era felice.

In fondo, la vita della nostra generazione è così: bassa paga. Momenti bui. Freddo estremo. Difficoltà costanti. E coloro che non molleranno avranno l'opportunità di vivere una vita piena. 

Un vero successo".

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