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La finestra sul mondo è una piccola riflessione sui temi che abbiamo affrontato durante la nostra avventura. Si trova al termine di ogni capitolo.
Non l’abbiamo scritta noi, ma grandi artisti, geni e protagonisti della storia dell’umanità.
È un modo per ringraziarli e offrire il loro talento anche a voi.

Quel giorno, senza saperlo, iniziammo la nostra avventura.
Il nostro viaggio di gelatai, in fondo, non ha una meta precisa, come la vita.
Non immaginavamo ancora, mentre parlavamo in quel parcheggio, che negli anni successivi
avremmo affrontato momenti esaltanti, altri difficili e faticosi. [...]

KONSTANTINOS KAVAFIS

Itaca

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare e imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

Il primo romanzo moderno che ha saputo parlare di sogni e d’amicizia è Don Chisciotte.
Molti pensano che sia la storia di un giovane signorotto che, in preda alla follia,
insegue mostri e nemici immaginari. Per alcuni non è così.
[...]

HAROLD BLOOM

Canone occidentale

I romantici (me compreso) vedono Don Chisciotte quale
un eroe, non un pazzo; si rifiutano di leggere il libro innanzitutto
come satira; e nell’opera scoprono un atteggiamento
metafisico o visionario, per quanto attiene alla cerca del Cavaliere
dalla triste figura. [...] per me il cuore del libro è la rivelazione
e celebrazione dell’individualità eroica, sia nel Cavaliere
che nel suo scudiero. [...]
L’affettuoso, spesso irascibile rapporto tra Don Chisciotte
e Sancio costituisce la grandezza del libro, più ancora del piacere
con cui vengono rappresentate realtà naturali e sociali. A
unire il Cavaliere al suo scudiero è sia la loro reciproca partecipazione
a quella che è stata definita “la regola del gioco”, sia
il loro altrettanto reciproco, ancorché scontroso, affetto. Non
mi viene in mente nessun’altra amicizia paragonabile a questa
in tutta la letteratura occidentale, e certamente nessuna che
riposi in maniera così mirabile su divertenti scambi verbali.
Angus Fletcher, nel suo Colors of the Mind, ne coglie molto
bene l’atmosfera:
Dove Don Chisciotte e Sancio si incontrano è in una
certa sorta di animazione, nella vivacità delle loro conversazioni.
Parlando, e spesso discutendo con calore,
ampliano la sfera dei pensieri l’uno dell’altro. Nessun
pensiero di questi o quegli passa senza esami o critiche.
Ma con un disaccordo per lo più cortese, tale soprattutto
quando sono più aspramente in conflitto, un po’ alla
volta essi istituiscono una zona di libero gioco, dove i
pensieri vengono proposti liberamente alla nostra riflessione
di lettori.
[...] Sia Don Chisciotte che Sancio sono l’un per l’altro
conversatori ideali: mutano prestandosi vicendevolmente
orecchio.

Una grande passione, proprio come l’amore, ti travolge.
In quei giorni una grande passione stava nascendo in noi, ed entrambi potevamo dedicarci a ciò che amavamo di più:
l’uno felice di cercare le materie prime migliori,
l’altro di analizzare gli aspetti finanziari dell’azienda che stava per nascere.
[...]

BOB CREWE E BOB GAUDIO

Can’t take my eyes off of you

Can’t take my eyes off of you
You’re just too good to be true
Can’t take my eyes off of you
You’d be like heaven to touch
I wanna hold you so much
At long last love has arrived
And I thank God I’m alive
You’re just too good to be true
Can’t take my eyes off of you
Pardon the way that I stare
There’s nothing else to compare
The sight of you leaves me weak
There are no words left to speak
But if you feel like I feel
Please let me know that it’s real
You’re just too good to be true
Can’t take my eyes off of you
I love you baby, and if it’s quite alright
I need you baby to warm my lonely night
I love you baby, trust in me when I say:
Oh pretty baby, don’t bring me down I pray
You pretty baby, now that I’ve found you, stay
And let me love you baby, let me love you
You’re just too good to be true
Can’t take my eyes off of you
You’d be like heaven to touch
I wanna hold you so much
At long last love has arrived
And I thank God I’m alive
You’re just too good to be true
Can’t take my eyes off of you
I love you baby, and if it’s quite alright
I need you baby to warm my lonely night
I love you baby, trust in me when I say:
Oh pretty baby, don’t bring me down I pray
You pretty baby, now that I’ve found you, stay
And let me love you baby, let me love you

La determinazione. Il segreto delle cose fatte con cura. Spesso, il segreto delle cose realizzate dall’uomo.
Qualunque obiettivo, in fondo, è nelle nostre mani: grandi uomini del passato ci hanno insegnato che
possiamo spostare le montagne, se lo desideriamo con tutte le nostre forze.
[...]

ROLAND BARTHES

Frammento di un discorso amoroso

Così è la vita
cadere sette volte
e rialzarsi otto”

“Non ci sono lavori pari allo studio e all’agricoltura,” dice un vecchio proverbio cinese.
E senza un bravo maestro, l’uomo rimane bambino.
La dinamica di un bel rapporto tra maestro e allievo ci è offerta dal film
di animazione La spada nella roccia, di Walt Disney.
[...]

WALT DISNEY

La spada nella roccia (1963)

Semola Che cos’è la gravità?
Merlino: La gravità è quello che ti fa cadere.
Semola: Come un inciampo o uno sgambetto?
Merlino: Già, come un inciampo o uno sgambetto... no,
no, no, no! È la forza che ti tira verso il basso, il fenomeno
per il quale due particelle di materia, o corpi, se libere di
muoversi vengono attratte l’una verso l’altra...
Semola e Merlino, nel frattempo, si sono trasformati in
scoiattoli e hanno fatto innamorare due scoiattoline: dopo
qualche situazione di imbarazzo e di inseguimento, tornano
uomini e le lasciano, loro malgrado, deluse e affrante.
Merlino commenta l’accaduto con il giovane allievo:

Merlino: Vedi, giovanotto, questa faccenda dell’amore è
una cosa potentissima!
Semola: Più forte della gravità?
Merlino: Sì, figliolo, in un certo senso. Io... ehm, direi
che è la forza più grande sulla terra.

Nel 1928 un signore scozzese cambia il destino dell’umanità.
Quell’anno Alexander Fleming scopre la penicillina: è il primo antibiotico,
il farmaco che permette di sopravvivere alle infezioni batteriche.
Tutto avviene per caso. Anzi, per due casi.
[...]

ALEXANDER FLEMING

La storia della penicillina ha qualcosa di romanzesco e
aiuta a illustrare il peso della sorte, della fortuna, del fato o del
destino, come lo si vuole chiamare, nella carriera di ogni persona.

Il tango è la danza più sensuale che esista.
[...]

LIDIA FERRARI

Ogni tango che si balla è una conversazione unica con un
altro. L’uomo segnala una certa coreografia, un certo passo, una
certa figura. E la donna risponde. Timidamente, agitata, volentieri,
affrettata, con fredda tecnica, con naturalezza. Risponde
col suo personale tempo e con la sua personale vibrazione.
La donna allora risponde e l’uomo la interpreta nella sua
dedizione o nella sua reticenza, per proseguire domandando e
rispondendo.

La curiosità è la soluzione più divertente.
Viaggiare, leggere, indagare: è un piacere girare il mondo e le pagine di un libro
alla scoperta di ciò che ancora non sappiamo.
[...]

DANTE ALIGHIERI

La divina commedia – Inferno, canto XXVI

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.
Li miei compagni fec’io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
e volta nostra poppa nel mattino,
de’ remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.
Tutte le stelle già de l’altro polo
vedea la notte, e ’l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.

Il grande cantautore genovese Fabrizio De André aveva capito molto della vita.
Noi non possiamo fare altro che limitarci ad ascoltare le sue canzoni.
[...]

MUSICHE DI ENZO JANNACCI / TESTO DI FABRIZIO DE ANDRÉ

Via del campo

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.
Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Bisogna solo imparare a guardare e ascoltare, diceva un grande poeta: Gianni Rodari.
Figlio di un fornaio Rodari, come De André aveva capito che i fiori sono all’origine della vita.
[...]

MUSICHE DI SERGIO ENDRIGO E LUIS ENRIQUE BACALOV
TESTO DI GIANNI RODARI

Ci vuole un fiore

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare...
Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.
Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra ci vuole un fiore
per fare tutto ci vuole un fio-o-re
Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio-o-re.

Uno degli esempi più belli di musica condivisa lo offrono i maori, il popolo polinesiano
che vive a nord della Nuova Zelanda.
L’Haka è la danza tribale che gli All Blacks, la nazionale neozelandese di rugby,
ballano prima di ogni partita, e che rappresenta l’unione e il senso di appartenenza. [...]

Ka mate

Ringa pakia!
Uma tiraha!
Turi whatia!
Hope whai ake!
Waewae takahia kia kino nei hoki!
A kia kino nei hoki!
Ka mate, ka mate!
Ka ora, ka ora!
Ka mate, ka mate
Ka ora ka ora!
Tēnei te tangata pūhuru huru
Nāna nei i tiki mai whakawhiti te rā
A upane! ka upane!
Upane kaupane
whiti te rā,!
Hī!

Batti le mani contro le cosce! / Sbuffa col petto. / Piega le ginocchia! / Lascia che
i fianchi li seguano! / Pesta i piedi più forte che puoi! / Più forte che puoi! / È lav morte, è la morte! / È la vita, è la vita! / È la morte, è la morte! / È la vita, è la vita! /
Questo è l’uomo dai lunghi capelli / che ha convinto il sole a splendere di nuovo. /
Un passo in su! / Un passo in su! / Un passo in su, un altro passo in su / Il sole che
splende! / Alzati!
Sapersi circondare di persone giuste fa la differenza.
Stare lontano da quelle sbagliate fa la differenza.
È quanto abbiamo cercato di fare sempre, rifuggendo vigili truffaldini e circondandoci di persone
di qualità che aggiungono valore alla vita.
È quello che successe a Charlie quando incontrò il tenente colonnello Frank Slade.
[...]

REGIA DI MARTIN BREST

Scent of a woman (1992)

Io non ho ancora finito.
Entrando qua dentro ho sentito queste parole: “la culla
della leadership”. Be’ quando il supporto si rompe, cade a
pezzi la culla e qua è già caduta! È già caduta! Fabbricanti di
uomini, creatori di leader state attenti al genere di leader che
producete qua.
Io non so se il silenzio di Charlie in questa sede sia giusto o
sbagliato. Non sono giudice né giurato ma vi dico una cosa.
Quest’uomo non venderà mai nessuno per comprarsi un futuro!
E questa, amici miei, si chiama onestà. Si chiama coraggio.
E cioè quelle cose di cui un leader dovrebbe essere fatto. Io mi
sono trovato spesso a un bivio, nella mia vita. Io ho sempre
saputo qual era la direzione giusta. Senza incertezze sapevo
qual era. Ma non l’ho mai presa. Mai. E sapete perché? Era
troppo duro imboccarla. Questo succede a Charlie. È giunto a
un bivio. E ha scelto una strada. Ed è quella giusta. È una strada
fatta di principi, che formano il carattere. Lasciatelo continuare
nel suo viaggio.
Voi adesso avete il futuro di questo ragazzo nelle vostre
mani! È un futuro prezioso. Potete credermi. Non lo distruggete.
Proteggetelo. Abbracciatelo. È una cosa di cui un giorno
andrete fieri. Molto fieri.
Vi è piaciuta la sparata?

JORGE LOUIS BORGES

I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio
agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse
non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali
di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

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